Ci ritroveremo una generazione di piccoli produttori legati a saperi specifici che poi velocemente tramontano. C’è invece una formazione che è tanto più significativa quanto più slegata all’uso delle macchine
La battaglia dei filosofi: «Un errore cancellare lo studio del pensiero» - Corriere della Sera
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Photograph by Elliott Erwitt—Magnum
To commemorate Valentine’s Day in a unique and moving way, LightBox turned to Elliott Erwitt’s sprawling archive for inspiration. See more of his portraits of intimacy here. 

Quando le parole non servono…

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Quando le parole non servono…

Io scrivo a mano da tempo immemorabile, continuo e continuerò a farlo finché mi sarà dato di continuare a farlo. E penso, più in generale, che chiunque non lo faccia rinuncia a una parte essenziale della sua capacità di esprimersi e dunque di esserci.

Nella calligrafia si specchia il mio pensiero. Anzi: la calligrafia è il mio pensiero. È sempre stato così, e sempre lo sarà. Quando vedo sotto i miei occhi, nell’istante stesso in cui concepisco, disporsi sulla paginetta bianca, anch’essa sempre uguale da decenni, i caratteri, ossia, sillabe, parole, righe di parole (più o meno, a seconda dei casi, compatte o diradate, incerte o sicure), segmenti di frasi, periodi, e persino cancellature, ripensamenti, rinvii, e difficoltà di comprensione da parte mia alla rilettura (che però servono anch’esse a pensare più a lungo cioè meglio), riconosco in quella trama mobile ed estremamente creativa l’orma intellettuale ma anche animale del mio cervello, e da quei riflessi lascio che il mio cervello sia a sua volta influenzato.

Forse perché non si segue più questa ricetta, tutto oggi, compresa (al primo posto?) la cosiddetta letteratura creativa, è sempre più piatto, anonimo e de-personalizzato. La mia infanzia è stata dominata dall’ammonimento della maestra Chiarinelli (L’alba di un mondo nuovo, pagina 38): “Chi non sa leggere la sua scrittura / è un asino addirittura” (lezione, come spiegavo, da me non del tutto bene appresa). Voleva dire: nella propria scrittura (a mano, ovviamente) ognuno dev’essere in grado di riconoscere la propria persona, il “sé” sotto forma di segni, infallibilmente diverso da tutti gli altri (non c’è un solo caso al mondo, almeno negli alfabeti occidentali, di coincidenza).
Alberto Asor Rosa, “Ma io sono la mia calligrafia” (Repubblica, 29/12/2013)
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I prodotti del mondo appartengono a 10 multinazionali

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editorilaterza:

«Le canzoni ti cambiano il respiro, che a sua volta ti cambia la postura, lo stato d’animo. Mi piace sperare che, quando le mie cose funzionano, abbiano per l’appunto questo effetto.»
Ligabue, La vita non è in rima (per quello che ne so)

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«Le canzoni ti cambiano il respiro, che a sua volta ti cambia la postura, lo stato d’animo. Mi piace sperare che, quando le mie cose funzionano, abbiano per l’appunto questo effetto.»

Ligabue, La vita non è in rima (per quello che ne so)

Sono nata per comunicare.
La mia filosofia: tutto è comunicazione e comunicare è tutto.
E il presente è digitale.

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